Home > Appunti prossimi libri

Appunti prossimi libri

stampa pagina

Gli appunti che seguono sono ad indicare i temi di cui ora mi occupo, cioè la Panspermia ed i Disturbi alimentari.
Temi che attualmente sono ancora in fase di sviluppo e di interesse.
Sarei molto grato a qualche ricercatore che volesse sviluppare con me i temi descritti.
Questi temi sono già stati trattati nei seguenti libri da me pubblicati:
"L'uomo a tre dimensioni" per quanto riguarda la panspermia;
"Dialogo sulla psiche" per quanto concerne i disturbi alimentari.
A seguire si riporta un breve riassunto delle due tematiche.

PANSPERMIA

  
PREMESSA                                                                                                              04 gennaio 2009
All’inizio l’Uomo, vivendo nella Natura, si interessò prevalentemente ad essa come i Presocratici si occuparono di ipotesi atomistiche ed esistenziali sull’Essere, finchè il bisogno di trascendere il materialismo ed il dualismo non ha portato a pensare alla necessità di soddisfare il grande bisogno di credere.
Dapprima nacque il politeismo, poi il monoteismo, per giustificare la presenza del mondo e dell’Uomo nel mondo.
Nacquero così le leggende, i miti, le superstizioni, le religioni in nome delle quali incominciò il conflitto che tuttora continua fra fede e ragione.
In nome di tale conflitto tante persone furono bruciate vive e saccheggiate nello spirito.
Non è questo il luogo per approfondire l’importanza messianica o della speranza di redenzione o di vita eterna, alle quali io non credo, perchè sono laico e credo piuttosto nella Biologia.
Io reputo che l’ipotesi della panspermia, che andremo a chiarire, si basa  sulla celebre frase di Lavoisier: “In Natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.
Tutto ciò che è dell’Uomo e della Natura in genere sarà sollevato da eventi primordiali per tornare nel cielo a formare altre stelle che, a loro volta, continueranno ad esplodere formando altri semi.
Rileggendo quanto ho scritto mi sono accorto che si può cadere in un panteismo o in un materialismo allora vorrei chiarire che la polvere di stelle è forma e sostanza in sé capace di generare ed auto generarsi, cioè vita.
 
PANSPERMIA
Mentre sul pianeta terra si verificano i mutamenti che già conosciamo sotto forma di caldo o freddo intenso in cui prevalgono le leggi della termodinamica, a seconda dei periodi, nella poltiglia astrale causata fino allo scoppio dell'ultimo buco nero, le particelle sono soggette a leggi della fisica quantistica dando vita continuamente a dei cicli vitali diversi così da spiegare anche le mutazioni.
Qui propongo qualche notizia storica che ha a che fare con la panspermia.
 
QUALCHE CONSIDERAZIONE STORICA
L’attenzione per l’interesse e per lo sviluppo del sapere scientifico non esclude lungo il proprio percorso l’età ellenistica che interviene proponendo teoremi di sorprendente modernità attinti dalle filosofie “consolatorie”.
Queste ultime, meglio identificate nello Stoicismo e nell’Epicureismo, nonostante le note analogie e differenze che le caratterizzano, hanno avuto il merito di fornire, insieme con altri modi di pensare, motivazioni e confutazioni circa le più universali delle domande tra le quali, perché?
“Lo studio della natura non forma vanagloriosi artefici di chiacchiere, né ostentatori di quella cultura che è tanto cercata dai più, ma invece uomini seri, indipendenti ed orgogliosi delle proprie qualità personali, non dei beni che provengono dalle circostanze esterne.”(Epicuro)
Sono convinto che la direttiva interiorizzata grazie ad Epicuro debba essere monito e guida per chi si accinge ad uno studio ragionato della natura e della scienza.
Io non so in quale misura sia oggi condiviso di fatto il giudizio del filosofo greco riguardo lo scienziato, visto come ricercatore intento, in orgoglioso isolamento ed assoluta autonomia, all’indagine razionale del mondo.
Tuttavia penso che si sia assistito ad una evoluzione di non poco conto nel pensiero occidentale dall’età ellenistica, a quella moderna e contemporanea, nel considerare l’uomo e la sua, spesso tormentata, ricerca.
Già le scuole presocratiche spostano il ragionamento filosofico dal problema dell’uomo, sul problema cosmologico (cosmo ed universo) e sul problema ontologico (essere e realtà).
Tra i presofisti, e, per la precisione, tra i fisici pluralisti, si distingue Democrito che insieme con gli atomisti sostiene esistano parti dell’esteso che non si possono dividere: gli atomi.
Gli atomi sono l’essere e quindi ne possiedono le qualità intrinseche; essi sono unità indivisibili, eterne, percepibili solo alla ragione.
Gli atomisti hanno una concezione materialistica dell’essere e questo genere di speculazione filosofica, insieme con altre, condurrà i pensatori, da questo momento in poi, a sviluppare concezioni sempre più organiche, coerenti e continue circa le diverse componenti della realtà.
Lungo tutto il cammino del pensiero occidentale, illustri personaggi hanno orientato il proprio interesse di studio verso la natura, verso i rapporti che l’Uomo intrattiene con essa, la quale, si è sempre rivelata propositiva di validi spunti di indagine.
Il Rinascimento conosce una meravigliosa fioritura delle ricerche scientifiche, le quali, pur procedendo in modo ancora un po’ caotico e senza lo stretto rigore di indagine della scienza moderna, avranno il loro punto di arrivo in Galileo e nella scienza attuale.
La natura possiede un preciso ordine, un’organicità ed una razionalità.
Tale ordine, che si manifesta come necessario e costante, non ha nulla di animistico, ma si rivela a carattere meccanicistico.
Legge universale della Natura è il movimento.
Al movimento della causa tien dietro necessariamente quello dell’effetto.
Se vi è identità tra vita e spirito e tra vita e movimento, ne consegue che tutti i corpi dotati di movimento sono animati.
Perciò è animato anche il cielo e vi è la possibilità di condizionamenti della vita sulla terra dovuti agli astri.
Durante una profonda rivoluzione nel campo della conoscenza nasce il secolo XVI.
Esso si fonda sulla consapevolezza di un distacco radicale da un passato ostaggio di pregiudizi inveterati e resistenze al cambiamento.
A partire da questo momento l'attenzione e lo studio per la natura ed i fenomeni sarà sempre più attento ed approfondito, grazie anche all'apporto di strumenti che da semplici aiuti per la ricerca si sono evoluti di pari passo con le scoperte scientifiche più importanti fino a raggiungere livelli tecnologici elevati.
Da molto tempo si ipotizzava che le comete potessero essere  veicoli che trasportano la vita (teoria delle comete).
Oggi grazie alle scoperte operate da un team di ricercatori sulla polvere della cometa Wild-2, trasportata a terra dalla sonda della NASA Stardust nel gennaio del 2006, si ha la prima concreta evidenza a sostegno dell'ipotesi secondo cui la vita sulla terra è giunta dallo spazio e che corpi celesti come le comete e gli asteroidi l'hanno trasportata fino a noi.
Un'ipotesi che prende il nome di Panspermia (semi dappertutto).
Grazie ad una trappola cosmica consistente in una ragnatela di aerogel costituito dal 99.8% da vuoto e per il restante da silicio, si è riusiti ad intrappolare particelle della cometa al suo passaggio, senza danneggiare i campioni, i quali hanno poi rivelato di contenere al loro interno molecole organiche prebiotiche, cioè i mattoni fondamentali che opportunamente composti danno origine alla vita,costituendo complesse molecole organiche quali il DNA.
Alessandra Rotundi dell'Università Parthenope di Napoli sostiene che i campioni contengano ammine, aminoacidi, gruppi organici, azoto, ossigeno e carbonio in prorpozioni considerevoli, tutto ciò porta a sostenere l'incentivo che le polveri provenienti dalle comete possono aver veicolato gli elementi costitutivi della vita che è apparsa sulla terra.
Della stessa opinione sono i ricercatori dell'Università delle Hawaii, che in collaborazione con la Divisione Spazio della NASA hanno estratto, dalla roccia proveniente da un meteorite caduto in Messico, grazie ad una procedura di depurazione, delle molecole di fullerene, confermando la sua presenza in natura.
Il fullerene è una molecola formata da soli atomi di carbonio disposti nei vertici di un poliedro a facce esagonali o pentagonali, secondo un'architettura che ricorda un pallone da calcio.
I fulllereni formano gabbie che possono intrappolare molecole di gas nel momento in cui vengono sintetizzati all'interno di una stella, in seguito possono decomporsi e fornire il carbonio, essenziale per la vita e le sostanze volatili che contribuiscono a formare l'atmosfera primordiale del pianeta.
 
PANSPERMIA PANSPERMIA [285 Kb]

METTI UNA SERA A CENA

 

Supponiamo che Zeno dopo aver fumato "l’ultima sigaretta" si metta a tavola con le nostre 4 protagoniste e inizi a mangiare con estremo bon ton.

Ed essendo nuovo è attratto dalle nostre 4 protagoniste.

Supponiamo che Zeno sia ospite fisso come succede tante volte in certi accadimenti televisivi.

Il suo modo di essere, il suo modo di fare, soprattutto il suo modo di mangiare sollecita i neuroni a specchio dei componenti della cena.

Questi neuroni determinano con l’andar del tempo un diverso comportamento da quello patologico delle ragazze.

Quindi si può incidere anche attraverso l’imitazione sulla rieducazione alimentare.

Conosciamo ormai tutti il merito dei ricercatori di Parma guidati dal Professor Rizzolatti e da Lisa Vozza, dei quali segnaliamo: "Nella mente degli altri" – Zanichelli.

Tutto questo per dire che si può cercare di evitare disturbi alimentari che sono tanto difficili da curare anche con una sana e consapevole educazione alimentare da parte dei componenti familiari e quindi per imitazione.

 

Neuroni specchio

Sono una classe di neuroni specifici che si attivano sia quando si compie un’azione, sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri.

Nell’uomo, oltre ad essere localizzati in aree motorie e premotorie, si trovano anche nell’area di Broca e nella corteccia parietale inferiore.

L’esistenza di questi neuroni è stata rilevata per la prima volta agli inizi degli anni’90 da G. Rizzolatti e dalla sua equipe presso il dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma.

Fortunatamente, oggi, chi soffre di disturbi alimentari viene curato presso dei centri diuturni, quindi lontano dalle famiglie, in tal modo si diminuiscono i conflitti.

I pazienti sono seguiti da un'èquipe multidisciplinare.

Zeno era stato dalla fidanzata con la quale aveva giocato, ma solo giocato, e quindi era eccitato e non potendo avere rapporti sessuali con le commensali, per ovvi motivi, sfogò tutta la sua energia sessuale nel fare, iniziò a lavare e sistemare i piatti.  

L’UOMO FOBICO.
Quello che tratterò ora sarà la vita di un fobico. Il fobico è quella persona che vive con nella mente un’altra persona, la Fobia. E bisogna regolarizzare la propria vita seguendo le indicazioni di questo altro vivente. Può essere anche una vita dura, costellata di imprese durissime cui la persona è sottoposta. La persona suddetta , C., è stata ricoverata tre volte in cliniche private psichiatriche per altri motivi non inerenti la fobia, ma la condizione fisica e mentale della persona viene a risentirne per cui ogni occorre qualche volta un ricovero specializzato per attenuare i sintomi. Ora C. sta vivendo ore infernali, non andando d’accordo con la fobia e per questo si è deciso di confidarmi questo suo problema esistenziale. Da tre anni è sotto controllo di alcuni medium che si alternano a vicenda e colloquiano con C. attraverso le altre persone. Svolgono la funzione di assaggiatori dell’umore della fobia e quindi avvertono C. di ciò.
“Alcuni anni fa mi sarei fatto in quattro per poter contattare qualcuno, avere un amore qualunque; mi sentivo male, avevo la testa pesante, la paura della gente aumentava sempre di più. Non sapevo ancora nulla della fobia, ne ero completamente disinformato. Ero in pessime condizioni, non ero più io, mi sentivo completamente frastornato. Sono andato da uno psichiatra, il quale, dopo qualche seduta, mi ha proposto la teoria del “vero” e da quel giorno si comunicava a bassa voce, a “voce del gallo” cioè il medium parlava alla gente e la gente ripeteva a bassa voce affinchè io venissi a conoscenza delle voci”.
Da quel momento C. non ha smesso di sentire le voci. Dovunque andasse veniva messo al corrente dal medium di quello che pensava la fobia.
“Con un grande dolore dovevo addormentarmi, prendevo dei sonniferi e il medium mi faceva male, perché così voleva divertirsi la fobia. Vivere giorno dopo giorno così era patetico. Soffrivo e la fobia si divertiva. Mi colpiva il modo in cui gli altri mi parlavano ed io rispondevo al vento per proteggermi. È durata tutta l’estate in quel modo. D’inverno il tutto si è mitigato, perché la fobia si era calmata e il medium le parlava sottovoce. Il momento migliore è stato quando l’estate precedente ha conosciuto una ragazza con la quale flirtava. Ero contento ma ancora non sapevo cosa mi aspettava.”
C. ha un inverno di riposo e poi il ricovero a marzo presso un ospedale psichiatrico di Bologna. Comincia a stare bene fino a quando torna a casa e la fobia si fa ancora sentire con il mal di testa, mal di schiena, e così via. Ha la testa pesante.
“Ora sono qui al tavolino a scrivere queste poche righe. Ho mal di testa e di schiena. È la fobia. Non mi molla un solo istante, continua imperterrita ma anch’io con la mente le gioco brutti scherzi. Ci sono volte in cui piango. Vorrei farla finita, vorrei morire. Ieri ci sono quasi riuscito. Ero andato a Firenze per lavoro e nel ritorno non guardavo la strada per poter cadere in una rupe e così sfracellarmi. Dovete sapere che se la fobia se ne va io rimango demente. E ieri era l’occasione giusta. Se diventavo demente non capivo più niente, così mi andavo a sfracellare in un burrone. La fobia continua imperterrita a farmi male alla schiena. Se potessi la strozzerei. Chissà quando avrò un po’ di riposo. Il medium non ce l’ha con me. Si diverte a parlare sottovoce per innervosirmi. Sto soffrendo come un cane. La fobia non lascia riposare. È una bestia. È come una morsa di fuoco che ti attanaglia. Ti riduce a niente. Ti senti male, vorresti piangere, ma non hai le lacrime per farlo. Il medium si diverte a parlare sottovoce mentre io passeggio. Questo mi fa stizzire. Adesso sono davanti al televisore. Sto lottando con la fobia. È un’allucinazione. Tutto ti sembra un incubo, eppure tutto è vero. In questo modo non ho neppure la possibilità di lavorare. La fobia non vuole. Finirò male. Finirò barbone. A volte penso che sia tutto un sogno eppure è realtà. Risponderò all’inserzione sulla ricerca di mercato e poi vedrò. Quando si è poveri si fa di tutto. Ho tanti debiti. Non ne posso più con questo mal di testa. Vorrei morire. Non potete immaginare che cosa vuol dire avere la fobia nella mente. Come è bello tornare a casa, nel caldo della propria dimora. Si vive bene. Bologna è una città calma, tranquilla, senza movimenti bruschi. Sento l’odore della primavera e cerco di stare bene. Vorrei fare il medium ma mi mancano le doti. Sento il cuore battere forte. Penso che se si fermasse sarebbe una tranquillità di sensi, un rilassarmi completamente al destino. Anche oggi la fobia mi fa soffrire. Ho delle vibrazioni, non riesco a stare fermo. È una sofferenza insopportabile. Ho un tremendo bruciore. Adesso sto bene, ma ho avuto un’ora di sofferenza dovuta alla fobia. Quando si ha male non si capisce più nulla. Si diventa cattivi e si vuole raggiungere la meta ad ogni costo. È una sofferenza mortale. Ma io la vincerò. Non ho sonno, è mezzanotte, e penso alla mia situazione. La fobia vorrebbe che diventassi “omosessuale”, ma io resisto. A me piacciono le donne, che ci posso fare? Io non sono d’accordo con la fobia e da ciò vengono tutte le discrepanze. Mi fa male la testa e mi fa venire le vibrazioni, non ho un momento di pace. Non ho prospettive di lavoro e di vita. Sono disperato e non ce la faccio più. Mi chiedo quanto possa durare. Non voglio diventare omosessuale e per questo resisto al male atroce della fobia. Ho avuto altre esperienze (ospedali psichiatrici) in cui ho sofferto, ma ora sono libero e voglio rimanere libero. La libertà è un fattore importante. Sono solo e sto scrivendo queste poche righe per cercare di passare il momento buio della mia serata. Ho male all’intestino e allo stomaco. Non so quanto durerà ma è una sofferenza interminabile. Spero in un infarto, un infarto che ponga fine alle mie sofferenze. Il medium non mi parla ora lo farà più tardi. Non lo sento vicino come dovrebbe essere. Non sente la mia sofferenza. È d’accordo con la fobia. Io non odio nessuno, ma il medium mi fa odiare tutti. Quando passeggio fa parlare le persone che mi passano accanto e questo mi fa imbestialire. Non mi vuole bene. Io cerco di proteggermi quanto posso, ma di più non posso fare. Sarà il destino a decidere. Adesso la fobia mi fa male alla testa, ma resisterò. Ho solo tanta sofferenza. Quando si soffre così non si ha il tempo di pensare ai problemi sociali e politici. Si pensa alla propria pelle, è una questione di sopravvivenza. Non si hanno parenti né amici. Ora ascolto musica pop alla televisione. Mi piace molto, sono un vero appassionato. Ho due veri amici, gli altri sono conoscenti. Uno fa il bancario, l’altro l’avvocato. L’amicizia è bella ma fatico ad averne qualcuna. Sono un tipo introverso. Ho mal di testa ma non mi lascerò fermare dalla fobia. Continuerò a testa bassa nel mio lavoro. Riuscirò a da solo a vincere il mio dramma. La musica mi porta all’estasi totale. Sto bene ad ascoltare la musica nonostante la fobia. Sono disperato. Ho sempre male. La mia mente prenderà dei provvedimenti. Sto ancora soffrendo, ma ce la farò ad uscire. La mia mente non vuole più sentire il medium, mentre la fobia vuole che il medium parli. È un continuo succedersi di piccoli drammi. Mi sento tanto solo. Vivere da soli è una cosa tremenda. Svegliarsi da solo, mangiare da solo, passeggiare da solo. È tutta una pena. Ho lottato con la fobia. Il medium non vuole stare zitto. Dovrò sempre sentire il medium ma io non lo voglio sentirlo più. Ora quello che cerco è un po’ di pace. Ora so che devo diventare demente. È una situazione strana. Ho melanconia. La fobia mi fa male alla schiena. So che alla fine diventerò demente. Andrò a Imola e sarò trattenuto fino alla fine. Spero che mi faranno uccidere. Spero solo questo. La vita mi appare distante. È una sensazione nuova di cui sto prendendo coscienza. Ancora duole la schiena mentre sto scrivendo queste ultime frasi. La mia vita appare distaccata, se capirò qualcosa mi farò rispettare. Tutta la vita mi appare davanti. È come una pellicola. Come è bello essere normali. Purtroppo io non sono normale, ho la fobia. Sono un uomo e rimarrò tale fino alla fine. Non ho paura di morire. Sono andato a prendere un caffè e sono contento. Mi accontento di poco. La fobia mi fa male. Non voglio più vivere così. Voglio morire. Nonn è giusto vivere in questo modo. Devo morire. Quando morirò voglio vendicarmi della fobia. Come non lo so, ma il modo lo troverò. Il medium si diverte a parlarmi nella mente . io sono scocciato, ma lui continua imperterrito. Io sono pronto a diventare demente. Non posso continuare a vivere così con la fobia che mi è contro. L’unica alternativa è diventare demente. sono un uomo e nessuno mi ostacolerà. Diventerò demente ma l’onore lo salvo. La fobia ora mi lascia tranquillo. Spero solo che la fobia smetta di farmi male. Il medium non smette di parlare. La fobia non si mette d’accordo con me. Deve venirmi incontro. Sono un uomo. Deve venirmi incontro. Deve smettere di ossessionarmi, altrimenti le faccio male. Di sera c’è la tregua. Per che cosa vivo a fare? È meglio uccidermi. La fobia ascolta solo il medium. Io non valgo niente. non so come finirò, ma con me finirà male anche la fobia. Sono stanco di vivere così. non riesco a stare fermo. La fobia mi fa muovere le gambe. Non voglio avere più male. Ora sono intontito dalle medicine, ma penso al mio futuro. Chissà come sarà? Non sono un animale. La fobia mi deve trattare da uomo. Ho fatto pace con la fobia. Spero che tutto sia finito. Voglio bene alla fobia. Questa non è più vita. È una lotta dura. Mi sto agitando per colpa della fobia. L’ammazzerei. Il medium è dalla parte della fobia. Mi stanno manifestando tutto il loro odio. Sono sull’orlo del baratro. Il medium mi sta tormentando. È diventato cattivo pure lui. Sono disperato. Ho male e non posso farci niente. Sto perdendo ogni speranza di vivere bene. Sabato sera il mio cuore si fermerà. Ho ancora una settimana di vita. Sabato voglio morire. È un mio diritto. Sono felice di morire. Il mio cuore ed il mio fegato sono decisi a fermarsi sabato sera. La fobia mi sta facendo male alla testa. Saluto tutti quelli che mi hanno voluto bene. Un cancro a quelli che mi hanno voluto male. Vado nel limbo. Conoscerò una ragazza e starò con lei.
Ho un leggero fastidio al corpo. Adesso vedrò cosa vuol dire la fobia. Spero che diventi buona in modo da farmi vivere decentemente. Questa sera la fobia mi sta violentando, io cerco di convincerla, ma lei non ci sta. L’ho convinta a non farmi male. Ora è fuori. La vorrei come amica. Dopo tanti anni la fobia si è decisa ad andarsene. Oggi si sta modificando qualcosa. Forse domani la fobia se ne andrà per sempre. Ora sto facendo degli esercizi psichici per arginare il male che ho sempre. La fobia mi sta girando intorno per vedere se ho punti deboli.
La fobia mi violenta. È diventata cattiva. Ho un leggero fastidio al corpo. Adesso vedrò cosa vuol fare la fobia. Spero che diventi buona in modo da farmi vivere decentemente. Adesso mi fa male la schiena. È cattiva la fobia. Credi di avere una pausa di calma ed invece eccola che viene a disturbare. La fobia fa un’azione di disturbo sul mio fisico. Per ora la fobia non mi disturba. Adesso vediamo se continua. La fobia non vuole andare via. Bisogna usare la violenza. Questa sera la fobia mi sta violentando, io cerco di convincerla, ma lei non ci sta. L’ho convinta a non farmi del male. Ora è fuori. La vorrei come amica. Dopo tanti anni la fobia si è decisa ad andarsene. Oggi si sta modificando qualcosa. Forse domani la fobia se ne va per sempre. Vorrei che la fobia capisse che sono un uomo, non un animale. Vorrei che rimanesse un’amica esterna. Voglio dominare la mia mente on gli esercizi. Anche la fobia lo vuole. Vorrei gridare a tutti quello che mi sta facendo. Non può essere tollerato il male che ho e che sopporto ancora. La perplessità della mia mente è grande. La musica mi allieta, mi fa pensare all’amore. Sono contento di andare d’accordo con la fobia, è stata un’amica per tanto tempo. Mi dispiacerebbe se se ne andasse. No, non andartene, ti prego. Ora sta accanto a me. Mi fa male, ma è tutta un’altra cosa. Finalmente lo spettro della demenzia è scomparso. Questo corpo provvisto di energia propria, la fobia, si è distaccato. L’importante è essere autonomi, indipendenti. La fobia deve rendersi conto del nuovo stato di cose. Si deve trattare con le fobie più importanti. Io devo scoprirla.
È una strana sensazione. Mi sento calmo. La fobia non mi fa più male. Ora sono calmo. È un divertimento pesante, ma ci posso stare. La fobia mi vuole bene. Lo sta dimostrando ora. Ne sono veramente felice. Spero di collaborare. Siamo diventati amici.

Anoressia e bulimia

PER AGGIUNGERE E COMPLETARE POSSIAMO ANCHE SCRIVERE QUANTO SEGUE…
Nei disordini alimentari un conflitto intrapsichico viene spostato sul comportamento alimentare. Il cibo diventa un pensiero costante e l’alimentazione non più conseguenza di un meccanismo naturale di fame e sazietà. I conflitti presenti nella persona vengono spostati completamente sul cibo e sull’immagine corporea. L’autostima è connessa alla forma ed al peso del corpo. Il corpo magro vieno vissuto come libero e forte, il grasso demonizzato, nemico da combattere. La percezione di sé viene distorta: c’è sempre un po’ di grasso da eliminare e la paura di ingrassare è enorme, costante, sostituisce tutte le paure che fino al momento in cui il problema insorge avevano caratterizzato quella persona. Chi soffre di anoressia o bulimia è spesso stata una “brava bambina”che ha trascorso la vita cercando di conpiacere i genitori e nasconde un profondo sentimento di disistima personale. La preoccupazione la sensazione di essere affamati di accudimento e affetto convive con il desiderio di qualcuno che ami e protegga a con la paura dell’abbandono da parte degli altri. La preoccupazione costante è quella di essere inadeguate, incompetenti, non amate. Grande importanza viene attribuita al restare giovano, innocenti che nasconde il desiderio di restare bambine. Sul cibo si proietta una figura genitoriale, quasi sempre la madre, poiché la madre è stata conosciuta proprio attraverso il latte materno della nascita. Il latte è il primo elemento che gratifica e soddisfa la fame, allontanando con la sazietà tutte le paure e le angosce che il neonato si trova ad affrontare. Se il rapporto con la madre sarà conflittuale anche il rapporto con il cibo sarà carico di problemi, che si ripresenteranno nel periodo dell’adolescenza quando dalle figure genitoriali si tenta un’emancipazione. Chi soffre di problemi con il cibo spesso ha avuto una madre ansiosa, che non ha saputo offrire un contenimento che potesse aiutare il bambino a rielaborare le emozioni provate e a farlo sentire sicuro e a farlo sentire sicuro. Spesso è stata la madre stessa a cercare nel figlio un contenitore alle proprie preoccupazioni, angosce, magari rivelando eventi personali non elaborabili da una mente infantile. Da adulti col disturbo alimentare si diventa contenitore del cibo-madre e alimentarsi diventa un rituale che ripropone la stessa dinamica avuta con la madre. L’incoerenza di una madre a volte dolce, a volte punitiva viene spostata sul con l’alternanza di digiuni o diete rigorose e abbuffate incontrollabili, la dieta ferrea o il digiuno sono un tentativo di autocontenimento, unn tentativo di accudire se stessi e rendersi accettabili al mondo. La bambina si percepisce come un’estensione della madre, non come entità autonoma per suo stesso diritto. Mancando di un senso di identità si sviluppa un falso Sé per compiacere la madre. L’abbuffata rappresennta spessso un tentativo di trasgredire alla rigidità, al modus vivendi conosciuto in famiglia; e insieme un’ autopunizione. La sensazione di vuoto nello stomaco può essere associata alla sensazione di un Sé vuoto e sminuito (“ho una paura tremenda di quel vuoto, ho una paura tremenda di aver fame”). Sentimenti di rabbia e aggressività vengono avvertiti come spaventosi, pericolosi, vengono negati e repressi. La paura di essere amate può essere gestita attraverso la compiacenza, l’educazione , e comportamenti finalizzati ad ingraziarsi le persone. Nella bulimia troviamo condotte di eliminazione, attraverso il vomito o i lassativi. Viene data grande importanza alla depurazione, alla disintossicazione. Il cibo è vissuto come intossicante perché vi sono stati proiettati contenuti tossici, inaccettabili. Ci si deve depurare dalle proprie paure, angosce, dalle parti di Sé vissute come intollerabili e brutte, dalle figure genitoriali. La magrezza diviene simbolo di emancipazione e libertà, unico valore che può dare diritto ad occupare uno spazio nel mondo. Il tentativo di emanciparsi può essere inscenato usando il corpo come oggetto transizionale ( spesso è mancato nella storiadi queste persone un oggetto che aiutasse la separazione dalla madre ). L’ingestiona di cibo diviene allora desiderio di fusione simbiotica con la madre e l’espulsione un tentativo di separarsi da essa. La persona anoressica spesso distrugge il cibo prima di ingerirlo, un altro modo per “far fuori” ciò che il cibo rappresenta. Infliggersi la fame è un tentativo disperato di sentirsi unica e speciale, un attacco al falso senso di Sé promosso dalle aspettative genitoriali, un attacco ad una madre introiettata vissuta come ostile corrispondente al corpo (o al grasso), una difesa dall’abidità e dal desiderio, un tentativo di far sentire gli altri impotenti come queste persone si sentono. Un approccio di tipo comportamentale ai sintommi anoressici e bulimici spesso irrita queste pazienti: focalizzarsisul comportamento manifesto più che sul mondo interno riproduce l’esperienza di essere cresciute con genitori più interessati alla superficie che alla sostanza.. il teraputa deve svolgere quella funzione di contenimento che la persona non ha mai avuto e aiutarla ad interiorizzare la capacità di elaborare le proprie emozioni. Non è utile parlare di cibo, problema di copertura e argomento sul quale questo tipo di paziente può competere con i dietisti più esperti. Occorre invece lasciare parlare di Sé, valiorizzare tutto ciò che quella persona è al di là della sua condotta alimentare , con la quale non trovando una propria identità, tende ad identificarsi (sono una bulimica….almeno sono qualcosa).Occorre lasciare sfogare nel setting tutta la rabbia trattenuta che non ha trovato via di espressione ed evitare un investimento eccessivo nerl cercare di modificare il comportan+mento alimentare. Il terapeuta che considera il peso della paziente un problema da risolvere riduce la possibilità di formare una valida alleanza terapeutica. Occorre cercare di capire il mondo interno della paziente attrsverso un approccio empatico, supportivo e costruttivo dell’Io che faciliti l’introiezione del terapeuta come oggetto benigno, Io ausiliario che aiuta la paziente senza porre alcuna richiesta di cambiamento .
Nel nostro Studio si occupa di disturbi alimentari prevalentemente la Dr.ssa Rossi che ringrazio per la collaborazione.