PREMESSA 04 gennaio 2009
All’inizio l’Uomo, vivendo nella Natura, si interessò prevalentemente ad essa come i Presocratici si occuparono di ipotesi atomistiche ed esistenziali sull’Essere, finchè il bisogno di trascendere il materialismo ed il dualismo non ha portato a pensare alla necessità di soddisfare il grande bisogno di credere.
Dapprima nacque il politeismo, poi il monoteismo, per giustificare la presenza del mondo e dell’Uomo nel mondo.
Nacquero così le leggende, i miti, le superstizioni, le religioni in nome delle quali incominciò il conflitto che tuttora continua fra fede e ragione.
In nome di tale conflitto tante persone furono bruciate vive e saccheggiate nello spirito.
Non è questo il luogo per approfondire l’importanza messianica o della speranza di redenzione o di vita eterna, alle quali io non credo, perchè sono laico e credo piuttosto nella Biologia.
Io reputo che l’ipotesi della panspermia, che andremo a chiarire, si basa sulla celebre frase di Lavoisier: “In Natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.
Tutto ciò che è dell’Uomo e della Natura in genere sarà sollevato da eventi primordiali per tornare nel cielo a formare altre stelle che, a loro volta, continueranno ad esplodere formando altri semi.
Rileggendo quanto ho scritto mi sono accorto che si può cadere in un panteismo o in un materialismo allora vorrei chiarire che la polvere di stelle è forma e sostanza in sé capace di generare ed auto generarsi, cioè vita.
PANSPERMIA
Mentre sul pianeta terra si verificano i mutamenti che già conosciamo sotto forma di caldo o freddo intenso in cui prevalgono le leggi della termodinamica, a seconda dei periodi, nella poltiglia astrale causata fino allo scoppio dell'ultimo buco nero, le particelle sono soggette a leggi della fisica quantistica dando vita continuamente a dei cicli vitali diversi così da spiegare anche le mutazioni.
Qui propongo qualche notizia storica che ha a che fare con la panspermia.
QUALCHE CONSIDERAZIONE STORICA
L’attenzione per l’interesse e per lo sviluppo del sapere scientifico non esclude lungo il proprio percorso l’età ellenistica che interviene proponendo teoremi di sorprendente modernità attinti dalle filosofie “consolatorie”.
Queste ultime, meglio identificate nello Stoicismo e nell’Epicureismo, nonostante le note analogie e differenze che le caratterizzano, hanno avuto il merito di fornire, insieme con altri modi di pensare, motivazioni e confutazioni circa le più universali delle domande tra le quali, perché?
“Lo studio della natura non forma vanagloriosi artefici di chiacchiere, né ostentatori di quella cultura che è tanto cercata dai più, ma invece uomini seri, indipendenti ed orgogliosi delle proprie qualità personali, non dei beni che provengono dalle circostanze esterne.”(Epicuro)
Sono convinto che la direttiva interiorizzata grazie ad Epicuro debba essere monito e guida per chi si accinge ad uno studio ragionato della natura e della scienza.
Io non so in quale misura sia oggi condiviso di fatto il giudizio del filosofo greco riguardo lo scienziato, visto come ricercatore intento, in orgoglioso isolamento ed assoluta autonomia, all’indagine razionale del mondo.
Tuttavia penso che si sia assistito ad una evoluzione di non poco conto nel pensiero occidentale dall’età ellenistica, a quella moderna e contemporanea, nel considerare l’uomo e la sua, spesso tormentata, ricerca.
Già le scuole presocratiche spostano il ragionamento filosofico dal problema dell’uomo, sul problema cosmologico (cosmo ed universo) e sul problema ontologico (essere e realtà).
Tra i presofisti, e, per la precisione, tra i fisici pluralisti, si distingue Democrito che insieme con gli atomisti sostiene esistano parti dell’esteso che non si possono dividere: gli atomi.
Gli atomi sono l’essere e quindi ne possiedono le qualità intrinseche; essi sono unità indivisibili, eterne, percepibili solo alla ragione.
Gli atomisti hanno una concezione materialistica dell’essere e questo genere di speculazione filosofica, insieme con altre, condurrà i pensatori, da questo momento in poi, a sviluppare concezioni sempre più organiche, coerenti e continue circa le diverse componenti della realtà.
Lungo tutto il cammino del pensiero occidentale, illustri personaggi hanno orientato il proprio interesse di studio verso la natura, verso i rapporti che l’Uomo intrattiene con essa, la quale, si è sempre rivelata propositiva di validi spunti di indagine.
Il Rinascimento conosce una meravigliosa fioritura delle ricerche scientifiche, le quali, pur procedendo in modo ancora un po’ caotico e senza lo stretto rigore di indagine della scienza moderna, avranno il loro punto di arrivo in Galileo e nella scienza attuale.
La natura possiede un preciso ordine, un’organicità ed una razionalità.
Tale ordine, che si manifesta come necessario e costante, non ha nulla di animistico, ma si rivela a carattere meccanicistico.
Legge universale della Natura è il movimento.
Al movimento della causa tien dietro necessariamente quello dell’effetto.
Se vi è identità tra vita e spirito e tra vita e movimento, ne consegue che tutti i corpi dotati di movimento sono animati.
Perciò è animato anche il cielo e vi è la possibilità di condizionamenti della vita sulla terra dovuti agli astri.
Durante una profonda rivoluzione nel campo della conoscenza nasce il secolo XVI.
Esso si fonda sulla consapevolezza di un distacco radicale da un passato ostaggio di pregiudizi inveterati e resistenze al cambiamento.
A partire da questo momento l'attenzione e lo studio per la natura ed i fenomeni sarà sempre più attento ed approfondito, grazie anche all'apporto di strumenti che da semplici aiuti per la ricerca si sono evoluti di pari passo con le scoperte scientifiche più importanti fino a raggiungere livelli tecnologici elevati.
Da molto tempo si ipotizzava che le comete potessero essere veicoli che trasportano la vita (teoria delle comete).
Oggi grazie alle scoperte operate da un team di ricercatori sulla polvere della cometa Wild-2, trasportata a terra dalla sonda della NASA Stardust nel gennaio del 2006, si ha la prima concreta evidenza a sostegno dell'ipotesi secondo cui la vita sulla terra è giunta dallo spazio e che corpi celesti come le comete e gli asteroidi l'hanno trasportata fino a noi.
Un'ipotesi che prende il nome di Panspermia (semi dappertutto).
Grazie ad una trappola cosmica consistente in una ragnatela di aerogel costituito dal 99.8% da vuoto e per il restante da silicio, si è riusiti ad intrappolare particelle della cometa al suo passaggio, senza danneggiare i campioni, i quali hanno poi rivelato di contenere al loro interno molecole organiche prebiotiche, cioè i mattoni fondamentali che opportunamente composti danno origine alla vita,costituendo complesse molecole organiche quali il DNA.
Alessandra Rotundi dell'Università Parthenope di Napoli sostiene che i campioni contengano ammine, aminoacidi, gruppi organici, azoto, ossigeno e carbonio in prorpozioni considerevoli, tutto ciò porta a sostenere l'incentivo che le polveri provenienti dalle comete possono aver veicolato gli elementi costitutivi della vita che è apparsa sulla terra.
Della stessa opinione sono i ricercatori dell'Università delle Hawaii, che in collaborazione con la Divisione Spazio della NASA hanno estratto, dalla roccia proveniente da un meteorite caduto in Messico, grazie ad una procedura di depurazione, delle molecole di fullerene, confermando la sua presenza in natura.
Il fullerene è una molecola formata da soli atomi di carbonio disposti nei vertici di un poliedro a facce esagonali o pentagonali, secondo un'architettura che ricorda un pallone da calcio.
I fulllereni formano gabbie che possono intrappolare molecole di gas nel momento in cui vengono sintetizzati all'interno di una stella, in seguito possono decomporsi e fornire il carbonio, essenziale per la vita e le sostanze volatili che contribuiscono a formare l'atmosfera primordiale del pianeta.